In pochissimi metri sono concentrati palazzi storici di rara bellezza: la storia di una famiglia fiorentina poco nota.
Via de’ Rustici, esempio perfetto di “basso profilo fiorentino”, custodisce tra le sue pieghe tesori poco noti agli itinerari turistici. Già detta via de’ Peruzzi, dal nome dei potenti banchieri che vi costruirono i primi palazzi cancellando quasi del tutto le preesistenze altomedievali (di cui resta traccia al civico 1), la strada deve l’attuale nome alla famiglia Rustici, casato dal prestigioso passato ma segnato da una progressiva dispersione politica.
Tra gli edifici più significativi si distingue Casa Mannini al civico 3, segnalata da Bargellini e Guarnieri come “malamente restaurata”, ma ancora leggibile nella sua struttura originaria tardo-quattrocentesca. L’edificio nacque dalla riunificazione di due case-corti mercantili medievali appartenenti ai Mannini e fu ristrutturato tra la fine del Quattrocento e il secolo successivo; nel Seicento risulta proprietà dei Della Vecchia. La facciata conserva finestre ad arco a tutto sesto con cornici in bozze piane martellinate e un’elegante cornice marcapiano.
Accanto si susseguono palazzi nobili: il Visconti di Modrone, esempio cinquecentesco; il secondo palazzo Peruzzi, con interventi settecenteschi; il Venerosi-Pesciolini, trasformato nel Settecento; e il cinquecentesco Borgianni. Un tempo, all’angolo con piazza dei Peruzzi, sorgeva anche la Loggia dei Peruzzi.
La via fu cara a Marco di Bartolommeo de’ Rustici, orafo e disegnatore delle facciate delle chiese fiorentine, che al ritorno dalla Terrasanta nel 1447 la celebrò come un paradiso ritrovato. Diversa la sorte del suo parente Giovan Francesco Rustici che, dopo l’Assedio di Firenze, trovò la zona devastata e scelse l’esilio. Eppure, nonostante le ferite del tempo, via de’ Rustici conserva ancora oggi il suo segreto incanto.




